Leggi italiane

Binario morto

Immaginiamo che una classe delle superiori abbia il compito di leggere un libro. Diciamo un libro di Italo Calvino, tanto per fare un esempio. Chiunque potrebbe obiettare che ci sono tanti altri Autori, italiani o stranieri, meritevoli della stessa attenzione, o magari persino di un’attenzione più alta. Allora si cambia il compito, passando ad un titolo di Grazia Deledda. Ma ci sarebbero comunque tanti altri Autori, italiani o stranieri, meritevoli della stessa attenzione, o magari persino di un’attenzione più alta. E questo vale per ogni altro libro. Così, cercando il libro perfetto, si arriverebbe all’esame di maturità senza aver letto nulla.

Mi sembra un paragone calzante col rifiuto del Sindaco di Predappio di non concedere il contributo per una gita ad Auschwitz, con la motivazione che altri luoghi della memoria, come i gulag o le foibe, sono altrettanto importanti.

Sono d’accordo, e sono d’accordo sul fatto che soprattutto i giovani, estremisti per natura, dovrebbero toccare con mano gli effetti dei nazismi, dei comunismi e di tutti gli ismi che partono con proclami di miglioramento della vita collettiva e finiscono per arricchire qualcuno e distruggere molti.

Ma, mentre si discute su cosa sia meglio visitare per primo, su quale milionata di morti sia più meritevole di attenzione, il treno della storia continua a scorrere sui suoi binari; sta a noi fare attenzione agli scambi e far sì che mentre discutiamo se la destra sia migliore della sinistra non si finisca su un binario morto.

Qui l’opinione di Massimo Gramellini

Lascia un commento