Perché i giornali sono in crisi

La notizia è nota a tutti: soprattutto dopo l’era covid i giornali sono in crisi: un picco verticale delle vendite, un’emorragia di lettori che sembra inarrestabile. Le cause possono essere le più disparate: mancanza di cultura, mancanza di interesse, difficoltà a reggere la concorrenza dei Social, dove è però difficile distinguere le notizie vere da quelle false. Proviamo però a seguire un esempio, un caso reale: sappiamo che Artemis II ha segnato diversi record, portando tre uomini e una donna nel punto più lontano dalla Terra raggiunto da un essere umano. Il momento più pericoloso della missione è il rientro, ancora più del decollo, dato che, oltre ad uno scudo termico perfettamente resistente, occorre che una complessa sequenza di operazioni si svolga con precisione e senza intoppi. Chi scrive aveva una gran voglia di seguire l’evento in diretta, ma alle due del mattino il sonno ha prevalso, così ha approfittato di una sveglia notturna alle 4 del mattino per dare un’occhiata a La Stampa. Ultimo aggiornamento all’una, un’ora prima dell’evento. Facebook e altri Social sono invece pieni di foto, filmati e commenti. Tranquilli sul buon esito si può tornare a dormire. Alle 7 La Stampa ha è aggiornato il sito, ma non c’è traccia della notizia, che può essere reperita su mille canali diversi. Quando alle 8:30 ripetiamo il tentativo, finalmente c’è la foto in evidenza, ma ormai è troppo tardi: la notizia già è vecchia, già è stata sviscerata in dettagli maggiori e più precisi dell’articolo. Ma allora, perché devo pagare l’abbonamento?
