Cosa sarebbe senza forze dell’ordine?

Proviamo a immaginare una nazione senza forze dell’ordine, senza una forza pubblica che possa far rispettare le norme appunto con la forza, quando necessario. I codici, le leggi, i valori morali resterebbero gli stessi, ma, ad ogni violazione, saremmo a scandalizzarci perché il diritto è stato calpestato, senza però che avvenga nulla di concreto. Sembra assurdo? Però è ciò che avviene a livello mondiale: chiunque può usare la forza militare, i servizi di intelligence, i ricatti economici, facendo prevalere la legge del più forte, senza che nessuno possa far altro che lamentarsi della violazione del diritto internazionale. La passata Società delle Nazioni, creata subito dopo la prima guerra mondiale con l’intento di risolvere le dispute in modo pacifico, aveva mostrato tutti i sui limiti di fronte ai 60 milioni di vittime (media fra la stima più bassa di 50 milioni e quella più alta, di 70 milioni) della seconda guerra mondiale. Si decise così di dotare la nuova organizzazione, l’ONU, di un esercito, che riceve però le briciole del bilancio mondiale della difesa ed il cui impiego è vanificato dal diritto di veto, primo paragrafo da cancellare in un’auspicata riforma delle Nazioni (dis)Unite. Allora, o aspettiamo che siano gli extraterrestri a regolare le nostre dispute, oppure ci rimbocchiamo le maniche e istituiamo un ordine sovranazionale, che abbia la forza concreta di contrastare in modo credibile le violazioni. Da qualunque parte esse provengano.
