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Troppi cuochi guastano la cucina

Sull’attuale crisi politica ognuno potrà farsi una propria opinione, così come ognuno ha diritto di avere un’opinione politica, possibilmente da portare avanti attraverso argomentazioni solide e non dando dell’idiota all’avversario. Tuttavia una cosa sembra abbastanza assodata: qualunque politica, se perseguita con onestà e coerenza, è migliore del gioco di compromessi che subiamo ora. Con la prima repubblica le alleanza venivano decise dopo le elezioni, con un crogiolo di partiti più o meno rappresentativi, dove un piccolo partito con percentuali esigue poteva fare da ago della bilancia ed imporre una propria decisione. Si è poi passati all’alleanza preventiva, ma neppure questa funziona, dato che si tratta di coabitazioni forzate che prima o poi scoppiano (più prima che poi). Come conciliare governo solido con democrazia? Una soluzione per quanto complichi un pochino la procedura elettorale, sarebbe andare al ballottaggio fra i due partiti che hanno avuto il maggiore consenso: ognuno corre per sé, ognuno porta avanti le proprie idee e le proprie politiche, i due che hanno il maggior consenso si sfidano dopo quindici giorni e chi vince dimostra la bontà delle sue teorie, senza ostacoli e senza annacquare le proprie decisioni con l’apporto di altri contributi. Dopo cinque anni si può valutare dai risultati ottenuti. Sempre che nel frattempo il Governo non si sia sfaldato per il gioco di correnti interne.

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