Ma li vogliamo proteggere i più piccoli?
E ci risiamo: un altra bimba morta perché il padre l’ha dimenticata in auto parcheggiata al sole.
Vicenda simile ad altre: la bimba si addormenta, il genitore salta la tappa dell’asilo e si immerge nei problemi di lavoro, di un lavoro che chiede tanto, troppo, ma che non puoi trascurare perché è quello che consente di far crescere la piccola, da darle un regalino, di farla studiare.
Non si può neanche pensare cosa sta provando, il senso di colpa che lo accompagnerà per il resto della vita, se ne avrà ancora una.
Però, in un’epoca di tecnologia e di informazione capillare, possibile che non si possa prescrivere che se il bambino non arriva all’asilo parte un SMS per chiedere se è a casa con i genitori o se qualcosa è andato storto? Certo, i piccolini sono spesso ammalati o non hanno voglia di andare, non è insolito che saltino una o più giornate, ma non si può obbligare alla tenuta di un registro – niente di complicato, basta una lavagna appesa al muro – per cui se i genitori non hanno avvisato parte una verifica? Esistono poi seggiolini tecnologici che si rendono conto che qualcosa non va, vogliamo renderli obbligatori?
