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Perchè votare lo ius soli se c’è già?

Il dibattito si sta scaldando: ius soli sì – ius soli no. Perchè far diventare italiani tutti quelli che nascono in Italia, che magari non ne assorbono la cultura, che non hanno nessuna intenzione di restare ma che vogliono invece usare la cittadinanza per girare per l’Europa – natualmente insieme ai loro genitori e familiari? E, per contro, perchè un bambino nato e cresciuto in Italia deve avere una cittadinanza diversa rispetto al compagno di banco, che ha la stessa età ed è cresciuto magari nello stesso condominio? Certo, il Vaticano – che peraltro non ha nessun profugo nel suo terriotiro – sa dire agli altri cos’è giusto, ovvero concedere al cittadinanza a tutti. Un’amica albanese, invece, che è qui da vent’anni ed avrebbe tutti i requisiti per avere la cittadinanza, dice invece che non gliene importa nulla, perchè tanto da straniera può fare tutto quello che farebbe un italiano. D’accordo, non è interessata ad entrare in polizia o nelle forze armate.

Però, al di là dei torti e delle ragioni, il punto curioso è che nessuno faccia notare che in Italia lo ius soli esiste già: una persona nata e cresciuta nel nostro Paese, arrivata alla maggiore età, può dichiarare presso il Comune di residenza la sua volontà di essere citaddino/a italiano/a, l’Ufficiale dello Stato Civile raccoglie d’ufficio in documenti in paio di settimane ed il gioco è fatto. Si diventa cittadini italiani per nascita. per ius soli. Ma lo si fa per scelta consapevole, diventa una parte dell’esere maggirenni e sviluppare la propria persona in auutonimia. Non un dono, non sempre apprezzato, che piove dal cielo.

Questa volta la proposta è di non fare nessuna legge: una vota tanto quella che c’è va benissimo così!

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