{"id":352,"date":"2018-08-18T20:06:58","date_gmt":"2018-08-18T20:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/gazzettaufficiosa.com\/?p=352"},"modified":"2018-08-18T20:06:58","modified_gmt":"2018-08-18T20:06:58","slug":"genova-si-poteva-fare-qualcosa-si-puo-fare-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/?p=352","title":{"rendered":"Genova. Si poteva fare qualcosa? Si pu\u00f2 fare qualcosa?"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo voluto attendere qualche giorno. I commenti a caldo sono ragionevoli, spontanei, legittimi, ma rischiano di far dire qualcosa che non si voleva dire.<\/p>\n<p>Se da un punto di vista legale l&#8217;accertamento delle responsabilit\u00e0 spetta alla magistratura, da un punto di vista morale le responsabilit\u00e0 sono molteplici e toccano tutti, non solo i vertici della Societ\u00e0 Autostrade, che comunque ha certamente una grande parte di colpa. Toccano i politici &#8211; di tutti gli orientamenti &#8211; che, nel corso degli anni, hanno accumulato un debito pubblico spaventoso, costringendo chi si trovava al governo in quel momento a capitalizzare, privatizzando o dando in concessione un patrimonio costruito con soldi pubblici. Responsabilit\u00e0 tocca a chi ha firmato delle concessioni che prevedono l&#8217;incasso di profitti anche in caso di inadempienza, una clausola che definire assurda e vessatoria \u00e8 ancora un complimento.<\/p>\n<p>Comunque \u00e8 capitato. Certo, tagliare in due una citt\u00e0, bloccare merci e persone, rendere un&#8217;odissea qualunque spostamento nella zona \u00e8 una decisione difficile ed impopolare. Se fosse stata presa prima della caduta si sarebbe sollevato un coro di critiche. Col senno di poi, si sarebbe dovuto intervenire prima con i rinforzi, senza chiudere il ponte. Ma, evidentemente, i pur allarmanti rapporti degli esperti non facevano presagire una catastrofe cos\u00ec immediata e si \u00e8 pensato di avere il tempo di seguire le procedure di assegnazione dei lavori e di programmarli su un arco di due anni.<\/p>\n<p>E qui veniamo ad altre responsabilit\u00e0, quelle della burocrazia, che, anche col lodevole intento di prevenire la corruzione, costringono ad iter laboriosi che dilatano assurdamente i tempi per qualunque intervento, oltre a far passare la voglia di farli.<\/p>\n<p>Si tratta inoltre di pensare al dopo. Ora che il danno \u00e8 fatto, bisogna pensare alle famiglie delle vittime: se un risarcimento non pu\u00f2 restituire l&#8217;affetto perduto, pu\u00f2 aiutare a far crescere gli orfani, pagare una badante che assista al posto del figlio perduto, aiutare a pagare quel mutuo che in due era ragionevole, da soli insostenibile. Bisogna ricostruire, stavolta in modo pi\u00f9 sicuro e ragionevole. E bisogna punire i colpevoli. Questo \u00e8 un compito che spetta alla magistratura, anche se un Governo, oltre a lamentarsi per i tempi non accettabili, dovrebbe operare per sveltirli.<\/p>\n<p>Ma riteniamo che riprendere il controllo dell&#8217;infrastruttura, che nell&#8217;evidenza dei fatti una Societ\u00e0 non si \u00e8 dimostrata in grado di gestire, non sia giustizia sommaria o interferenza nel lavoro dei magistrati, bens\u00ec un atto dovuto di dignit\u00e0 delle Istituzioni.<\/p>\n<p>E dovrebbe essere garantito, magari persino a livello costituzionale, che chi si dimostra non in grado di adempiere al proprio ruolo, venga rimosso, al di l\u00e0 di colpe penali e di indennizzi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo voluto attendere qualche giorno. 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