{"id":237,"date":"2017-06-15T14:14:55","date_gmt":"2017-06-15T14:14:55","guid":{"rendered":"http:\/\/gazzettaufficiosa.com\/?p=237"},"modified":"2017-06-15T14:14:55","modified_gmt":"2017-06-15T14:14:55","slug":"tutto-gratis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/?p=237","title":{"rendered":"Tutto gratis?"},"content":{"rendered":"<p>Di solito chi lavora vuole essere pagato. E&#8217; un&#8217;affermazione banale, ma che oggi, nel mondo digitale, nella nostra societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa, \u00e8 meno scontata del previsto. Lasciamo da parte il fatto che il copyright valga per 70 anni (anche troppi) e poi le opere cadano in pubblico dominio; parliamo invece delle opere che vengono concesse volontariamente in licenza open access, affinch\u00e9 siano fruibili da tutti. Certo, scrivere un libro o un articolo richiede studi, competenze, tempo e spesso anche costi vivi derivanti dai viaggi per le ricerche, per le attrezzature per fotografare, scansionare, fotocopiare e cos\u00ec via. Quindi anche chi non ha come obbiettivo principale il guadagnare normalmente vorrebbe almeno non rimetterci.<\/p>\n<p>Certo, ci sono delle eccezioni, ad esempio chi \u00e8 talmente appassionato all&#8217;argomento da metterci del proprio anche in termini monetari: dalla religione agli scacchi, dall&#8217;ornitologia alla geopolitica schiere di appassionati possono oggi mettere a disposizione dei naviganti le loro competenze. Ci sono anche persone che contano di guadagnare in maniera diversa, magari attraverso la visibilit\u00e0 che consente di acquisire nuovi clienti mettendo in mostra le proprie abilit\u00e0. Oppure ci sono quei ricercatori universitari &#8211; peraltro gi\u00e0 pagati (anche se poco) dallo Stato &#8211; che mettono a disposizione le loro ricerche al fine di farsi conoscere e fare quindi carriera. Nel mondo universitario, se non pubblichi &#8211; anche se gratis &#8211; sei morto.<\/p>\n<p>Uno dei cultori delle licenze open \u00e8 l&#8217;Avvocato Aliprandi, autore di diversi libri sulla materia, che nel suo blog aggiorna costantemente commenti e materiale (naturalmente open!) e che da poco ha messo a disposizione la presentazione della sua ultima fatica: <a href=\"http:\/\/aliprandi.blogspot.it\/2017\/06\/torino-openscience-libro-openaccess-politecnico.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/aliprandi.blogspot.it\/2017\/06\/torino-openscience-libro-openaccess-politecnico.html<\/a><\/p>\n<p>Non si vuol dare qui un giudizio morale sulle persone che vogliono guadagnare dal loro lavoro rispetto a quelle che invece rinunciano ai diritti, per le motivazioni pi\u00f9 svariate. Una proposta per\u00f2 sarebbe interessante (forse gi\u00e0 considerata in Francia, chiss\u00e0 che ne \u00e8 stato): se un libro non viene pi\u00f9 stampato per uno-due anni, vogliamo stabilire che cada automaticamente in pubblico dominio? Un conto \u00e8 vendere guadagnando, un altro \u00e8 usare i diritti per sottrarre alla comunit\u00e0 una qualunque opera dell&#8217;ingegno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di solito chi lavora vuole essere pagato. E&#8217; un&#8217;affermazione banale, ma che oggi, nel mondo digitale, nella nostra societ\u00e0 sempre<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-237","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-leggi-italiane"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=237"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":238,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions\/238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gazzettaufficiosa.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}