Profezie a posteriori?
E’ sempre difficile fare previsioni, soprattutto sul futuro. Questa frase, attribuite a Niels Bohr, è quanto mai vera. Per quanto l’uomo abbia sempre cercato di trarre previsioni sul futuro (ma chi vorrebbe conoscerlo per davvero, a parte per i numeri del lotto?) leggendo le interiora degli animali, il volo degli uccelli o cercando rivelazioni soprannaturali, in realtà il futuro è sempre un mistero.
Però non mancano profezie e rivelazioni, in ambito cattolico e non. Senza voler essere offensivi verso quanti credono a questi annunci, che peraltro la Chiesa stessa guarda con molta prudenza, c’è da chiedersi come mai queste rivelazioni vengono sempre conosciute a posteriori. se l’attentato di Barcellona scuote le coscienze per la sua ferocia e la sua inutilità, c’è chi afferma che era già tutto scritto. Sarà, ma credo che se si prende un qualunque Paese e si annuncia un generico fatto di sangue, prima o poi ci si azzecchi. Sostenere che un generico riferimento al sangue del 2010 sia un annuncio dei fatti di Barcellona sembra un po’ stiracchiato. Soprattutto sa tanto di senno del poi.
